Parent training

A COSA SERVE IL PARENT TRAINING

Numerosi studi hanno dimostrato che il coinvolgimento dei genitori in interventi di PARENT TRAINING concorre in modo significativo all’efficacia e alla buona riuscita degli interventi riabilitativi e psicoterapici con i bambini, nel caso di disturbi del neuro-sviluppo, soprattutto disturbi da Deficit di Attenzione e iperattività (ADHD) e disturbi dello spettro autistico, ma anche nei problemi comportamentali dovuti a disregolazione emotiva, oppositività, ossessioni, compulsione e tic, difficoltà scolastiche, ansia.

Gli obiettivi del Parent Training sono quelli di:
– rendere i genitori agenti di cambiamento nella vita dei loro bambini e nelle loro abitudini comportamentali, aiutandoli a controllare ed estinguere le condotte problematiche del figlio e a favorire e sostenere, invece, i comportamenti positivi e validi;
– aumentare nei genitori la conoscenza delle fasi e dei meccanismi legati allo sviluppo emotivo e psicologico dei figli (es. quali autonomie promuovere e quando, come allenarli alla frustrazione, ecc.);
– rafforzare il senso di competenza e autoefficacia dei genitori per favorire il benessere generale della famiglia.

PROGRAMMA DEL CICLO DI 10 INCONTRI DI PARENT TRAINING

Il modello di parent training sviluppato dallo Studio Ghenos prevede un ciclo di 10 incontri con la coppia genitoriale, due dei quali anche con la presenza del bambino, condotti da psicoterapeute esperte in età evolutiva, con formazione integrata (psicodinamica e cognitivo comportamentale).

Di seguito il programma specifico e le tematiche dei singoli incontri:

1° INCONTRO: ASSESSMENT E CONOSCENZA

Attraverso il colloquio clinico vengono approfonditi tutti gli elementi conoscitivi propedeutici alla strutturazione del percorso di PT quali: la storia dello sviluppo e delle tappe evolutive del
bambino; la qualità della relazione con i genitori; le modalità di esordio di un eventuale problema;

le ipotesi che i genitori hanno formulato rispetto alla sua comparsa e le strategie di fronteggiamento messe in atto finora; il sistema di credenze e convinzioni e gli stati emotivi del genitore; l’impatto del problema del figlio sulla qualità della relazione di coppia.

2° INCONTRO: seduta di osservazione genitori e bambino (1)

Viene proposta un’attività piacevole che genitori e bambini possono svolgere insieme, alla presenza del terapeuta, per osservare le modalità di relazione genitori-figlio.

3° INCONTRO: LO STILE GENITORIALE

Per “stile genitoriale” si intende l’insieme di comportamenti che i genitori mettono in atto all’interno della relazione con i figli; in esso giocano un ruolo sia le caratteristiche specifiche di personalità del bambino e sia quelle del genitore. Si guideranno i genitori nel riconoscimento del proprio stile genitoriale che è caratterizzato da elementi consapevoli e aspetti inconsapevoli.

4° INCONTRO: ANALISI FUNZIONALE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA

I genitori vengono guidati nell’analisi e nel riconoscimento di tutti i fattori relativi al comportamento problematico (variabili contestuali, fattori di vulnerabilità, fattori di mantenimento, antecedenti e conseguenze del comportamento problema).

5° INCONTRO: MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA

Vengono illustrate e condivise con i genitori, anche attraverso esercitazioni guidate, le principali strategie per favorire i comportamenti adattivi.

6° INCONTRO: MODIFICAZIONE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA

Vengono illustrate e condivise con i genitori, anche attraverso esercitazioni guidate, strategie per ridurre i comportamenti problema.

7° INCONTRO: SVILUPPO DI COMPETENZE (1)

Le “life skills” sono le abilità sociali e personali indispensabili per fronteggiare le sfide e le richieste che si presentano nei diversi contesti di vita quotidiana. Una carenza in queste competenze può ostacolare un adeguato sviluppo psicologico, affettivo, scolastico e sociale del bambino. In questo incontro, e nel successivo, verranno trattate le principali abilità sociali (la regolazione emotiva, il ruolo delle regole e della routine, il raggiungimento delle autonomie, quali controllo degli sfinteri, uso del ciuccio, sonno, alimentazione, ecc.).

8° INCONTRO: SVILUPPO DI COMPETENZE (2) (vedi sopra)

9° INCONTRO: seduta di osservazione genitori e bambino (2)

Riproporre, a fine percorso, una seduta di osservazione delle interazioni genitori-figli ha lo scopo di cogliere, insieme ai genitori, le modifiche e i cambiamenti intervenuti nel bambino, nei genitori e nella loro relazione e gli aspetti di criticità che permangono e su cui continuare a lavorare.

10° INCONTRO: VALUTAZIONE E FOLLOW UP

L’ultimo incontro è dedicato ad un bilancio, genitori e terapeuta insieme, rispetto al livello di soddisfazione percepito (obiettivi, cambiamenti, indicazioni su come proseguire, ecc.).